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Molti i buoni principi ma manca la tutela della professionalità degli operatori del turismo

Tanti buoni principi e qualche ottima idea, ma questo non basta a rendere la nuova riforma del turismo una “buona” riforma>>, così il vice-Presidente di Confesercenti Lombardia – Gianni Rebecchi – commenta il Progetto di Legge regionale n. 236, licenziato oggi dalla Commissione attività produttive del Consiglio regionale lombardo.

<<Il nuovo Testo unico coglie nel segno quando delinea inediti strumenti di pianificazione concertata del settore turistico, quando propone un ruolo più attivo della Regione nell’ambito dei controlli di competenza degli enti locali, nonché quando esprime l’intenzione di voler incentivare partenariati pubblico-privati in grado di superare una promozione del territorio che è oggi affidata a troppe anacronistiche strutture.  Queste condivisibili posizioni sono tuttavia parzialmente poste in discussione dal permanere di alcune criticità che, di fatto, tendono a “sdoganare” prassi ricettive attualmente sommerse in favore di soggetti non imprenditoriali che operano sempre più intensamente nel settore, ponendosi direttamente in concorrenza con operatori imprenditoriali sottoposti a regole ben più onerose>>.

<<Confesercenti non può condividere questa deriva: un compromesso al ribasso che rischia di determinare la chiusura di tante attività imprenditoriali, la perdita di altrettanti posti di lavoro stabili, nonché l’indebolimento di quella stessa “attrattività del territorio” che pure il nuovo provvedimento si prefigge di promuovere; non è certo dequalificando l’offerta turistica che sarà possibile valorizzare la Lombardia sul piano internazionale>>.

<<Abbiamo presentato all’inizio di Luglio le nostre osservazioni all’ultima versione del provvedimento, indicando puntualmente le modifiche che riteniamo opportune e quelle che, invece, consideriamo indispensabili per appoggiare questo Progetto di Legge. Noi non ci tiriamo indietro, nell’intento di tutelare le nostre imprese, rivolgendoci a chiunque voglia confrontarsi su questo provvedimento, nella speranza che chi, quotidianamente, proclama la necessità di sostenere il tessuto produttivo lombardo voglia effettivamente attivarsi in questo momento critico>>.

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