appartamento_03Prima di redigere un contratto di locazione concordato è indispensabile verificare che il canone richiesto corrisponda ai criteri stabiliti dai Patti Territoriali tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini, per le città ad alta tensione demografica.
In questi accordi è stabilita una fascia di prezzo a seconda della zona, dei metri quadri dell’immobile e dei coefficienti di calcolo per la superficie convenzionale.

Ma come si calcola la superficie convenzionale?
Il calcolo è il seguente: (mq immobile) X (coefficienti di calcolo – Grafico 2).

Per capire meglio passiamo a un esempio pratico.
Esaminiamo un’unità immobiliare a Brescia, zona Lamarmora (Centro storico allargato zona A – Grafico 1), che ha una superficie calpestabile di 56,62 mq e un’altra area a uso esclusivo di 18,82 mq.

Il proprietario chiede un canone mensile di 480 Euro.

La superficie convenzionale dell’immobile sarà calcolata in questo modo:
56,62 mq [(mq immobile) X 1 (coefficiente di calcolo)]
+
2,82 mq [18,82 (mq area esclusiva) X 0,15 (coefficiente di calcolo)]
+
2,97 (tolleranza misura ammessa max 5% dai Patti Territoriali)
=
62,42 mq superficie convenzionale

Essendo i mq della superficie convenzionale maggiori a 60, la fascia di riferimento  è la 2 (Grafico 1), dove i parametri minimi e massimi oscillano tra i 200 e  540 Euro, e pertanto i 480 Euro di canone mensile sono congrui.

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Per redigere un contratto di locazione
concordato (3 + 2) è indispensabile
prima di sottoscrivere il contratto fare la
verifica della congruità del canone richiesto.
Il tutto in base a quanto disposto
dalla normativa vigente in merito al
“canone agevolato” – legge 431/1998. Si
procede facendo una precisa “ricogni –
zione” dell’immobile verificando:
• la zona
• la tipologia
• il piano
• i dati catastali
• la superficie convenzionale
• e le caratteristiche intrinseche dell’im –
mobile.
Tutto il calcolo verte sui cosiddetti Patti
Territoriali, stabiliti tra le associazioni
di rappresentanza dei proprietari e quelle
degli inquilini, per le città ad alta
tensione demografica.
Nell’Allegato A dei Patti, vengono indicate
le zone di riferimento, mentre nell’Allegato
B, le fascie di riferimento dei
canoni di locazione, in funzione della
superficie convenzionale dell’unità immobiliare.
(vedi grafico 1 riportato).
Ma come si calcola la superficie conve
n z i o n a l e ?
Il calcolo della superficie deve essere
eseguito in conformità a quanto stabilito
dall’Allegato B dei Patti Territoriali,
che determina i coefficienti di calcolo.
Ecco di seguito i parametri di riferimento
riportati nell’allegata tabella (grafico
2).
Per capire meglio passiamo ad un
esempio pratico.
Esaminiamo un’unità immobiliare in
Rovigo, zona San Bortolo (Zona “Centro
storico allargato” – zona A) che ha una
superficie così determinata (grafico 3).
Il proprietario, nel caso preso in esame,
chiede un canone mensile di 480 euro.
Per procedere con la verifica della congruità
del canone mensile di locazione
richiesto viene, quindi, stabilito che:
• la superficie convenzionale è pari a mq
62,41
• la fascia di riferimento è la seconda
(vedi Tab. 1) dove i parametri minimi e
massimi oscillano tra 200 euroe Euro
540 euro.
• Il canone richiesto, essendo compreso
tra i due dati di riferimento (200 euro e i
540 euro), rientra nella fascia di oscillazione,
pertanto è congruo.
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  1. Lee

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    tnx for info….

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    ñïàñèáî çà èíôó!…

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